Storie Kuhniane, note a margine

 

 

Thomas Kuhn, nel libro " La struttura delle rivoluzioni scientifiche", racconta che quando un soggetto incontra un’anomalia

che non riesce a risolvere, prova a regolare il paradigma, a volte senza riuscirci.

In questi casi il paradigma diventa inutilizzabile e viene abbandonato.

 

Il soggetto prova diverse ipotesi risolutorie, nuovi paradigmi.

Se una delle ipotesi risolve l’anomalia essa rientrerà nell’ambito di ciò che si comprende.

 

 I nuovi paradigmi che si susseguono sono “incommensurabili”: non si può passare per esempio

dal paradigma Tolemaico a quello Copernicano per accumulazione di informazioni,

così come non si può passare dalla nevrosi come malattia biologica

alla nevrosi come conflitto tra istanze interne ed esterne per accumulazione di informazioni.


Per comprendere l'anomalia è necessaria una vera e propria rottura del paradigma precedente, una rivoluzione.

 

La struttura ciclica delle rivoluzioni Kuhniane è uno strumento utile a descrivere il cambiamento.

E' possibile usare la "struttura" Kuhniana al di fuori del'ambito per cui è nata?

 

Questo testo esamina vari ambiti di applicazione: in psicologia, in architettura, in filosofia, in storia,

con l'intento di mettere a punto una simbologia e un sistema di "note a margine" utili per la lettura critica dei resoconti storici in vari campi.

 

Questo testo non è pubblicato.

 

 

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